Unione Monarchica Italiana - UNIMIB

Sito degli studenti che aderiscono all'Unione Monarchica Italiana presso l'Università Statale degli Studi di Milano-Bicocca.

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Ass. Naz. Venezia Giulia e Dalmazia
Ass. per la valorizzazione della storia e tradizione del vecchio Piemonte
Bicocca delle Libertà
Biella Monarchica
Club Reale Croce
Club Reale Umberto II di Bologna
Forum Monarchico di discussione
Gioventù Monarchica Italiana
Italia Laica
Lega Nazionale di Trieste
Libreria Militare - Milano
Parlamento Italiano
Radio Radio
Rigo Camerano
S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta
U.M.I
U.M.I Varese
Umberto II Re d'Italia
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giovedì, 15 luglio 2004

News ADNKRONOS

Aderire all'U.M.I. significa riscoprire personaggi ed istituzioni

della storia italiana da tempo dimenticati.

Aderire all'U.M.I. significa conoscere valori che vanno oltre le mode

e ci aiutano a capire i problemi della realtà politica e sociale che ci circonda.

Aderire all'U.M.I. in Università significa allargare la propria cultura e conoscere

persone che vivono i problemi di oggi proponendo soluzioni nuove,

pur senza dimenticare le tradizioni migliori.

 

info: norberto.vigano@tiscalinet.it

Postato da: norbertovigano alle 13:49 | link | commenti (18) |

martedì, 15 febbraio 2005

 

FOIBE: LA GIORNATA DELLA MEMORIA

 

Nella “Giornata della memoria”, destinata in particolare a ricordare le vittime delle Foibe, Sergio Boschiero, Segretario Nazionale dell’U.M.I. ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

“l’U.M.I. si inchina commossa alle migliaia di italiani infoibati dai comunisti di Tito, ai caduti durante l’occupazione jugoslava di Trieste, alle migliaia di scomparsi, vittime dell’odio contro l’Italia.

La “Giornata della memoria” ci ricorda anche i 350.000 istriani, giuliani e dalmati, italiani per lingua, cultura, tradizione storica, costretti con la violenza, ed in spregio al diritto internazionale, ad abbandonare terre italianissime.

L’Unione Monarchica Italiana ricorda, infine, che le città e le province di Zara, Fiume, Pola, Trieste e Gorizia non poterono votare il 2 Giugno 1946 al contestato referendum istituzionale Monarchia-Repubblica.”

 

Roma, 10 Febbraio 2005

Postato da: norbertovigano alle 13:47 | link | commenti (3) |

martedì, 16 agosto 2005

FEDERALISMO. E' MEGLIO RIFLETTERE FINCHE' SIAMO IN TEMPO.

La posizione dell'Unione Monarchica Italiana sul tema della riforma in senso federalista dello Stato è netta e decisa, al contrario di quanto stanno facendo molti di coloro i quali dovrebbero avere a cuore l'Unità del Paese e dovrebbero avere ben chiari i rischi di una deriva localistica della politica che non porta benefici al cittadino ( che, forse, si potrebbero avere con particolari forme di autonomia municipale) ma moltiplica la burocrazia, sovrapponendo a quella statale anche quella regionale.  

"La riforma in senso federalista dello Stato danneggerà gli interessi della Nazione, ne metterà in pericolo l'unità favorendo forze separatiste, aumenterà i conflitti fra lo Stato e le Regioni, comporterà costi altissimi, che nessuno è ancora in grado di quantificare, in un difficilissimo momento di crisi economica che vede il progressivo impoverimento del ceto medio, l'aumento dei poveri, la stagnazione dell'economia.                       

L'Unione Monarchica Italiana è contraria ad ogni dilazione del referendum confermativo previsto dalla Costituzione, annuncia l'imminente costituzione di un comitato operativo che farà appello al popolo italiano perchè questa riforma federalista venga bocciata nell'interesse dell'Italia."

Roma, Sede Nazionale.

Postato da: norbertovigano alle 11:06 | link | commenti |

mercoledì, 17 agosto 2005

PREGIUDIZI CONTRO L'ISTITUTO MONARCHICO.

UNA ZAVORRA CHE SOLO L'INFORMAZIONE PUO' ELIMINARE.

Nell'attuale società italiana i pregiudizi contro l'Istituto Monarchico sono, inutile negarlo, molto diffusi e radicati.
Tra coloro i quali se ne fanno portatori capita (a volte) di incontrare uomini e donne in perfetta buona fede, vittime passive ed inconsce di sessant'anni di manipolazione a scopo politico della storia. La conseguenza, in quelle persone che non hanno mai incontrato (...e non per loro colpa...) una voce che non canta nel coro della liturgia repubblicana, è la difficoltà a formulare un giudizio consapevole sul tema della questione istituzionale: anche una falsità, ripetuta all'infinito, può diventare verità.

La Monarchia ed i suoi rappresentanti possono aver commesso degli errori, o qualcosa che a noi oggi sembra tale, ma non bisogna giudicare i fatti di più di mezzo secolo orsono con i canoni odierni; il rischio è quello di avere una visione distorta degli avvenimenti e del contesto in cui si svolsero e di discuterne usando due linguaggi diversi, quello della storia e quello della cronaca, con i quali è difficile intendersi.

Coloro i quali vogliano documentarsi realmente sull'argomento, si informino sul ruolo della Corona nella storia recente di Paesi democratici come il Regno Unito, la Spagna, il Belgio o l'intera area scandinava; con alcune differenze "fisiologiche" noteranno che anche in queste realtà sono stati affrontati problemi simili ai nostri come la lotta al terrorismo internazionale, il decentramento dei poteri, la tutela delle minoranze e delle fasce sociali più deboli ecc. evitando, però, di porre le Istituzioni e gli interessi dei cittadini alla mercè dei voleri di una fazione o dell'altra come da troppo tempo ormai avviene in Italia, in mancanza di una vera "coscienza civica" per la cui realizzazione non si può prescindere (...tra le altre cose...) da una rilettura della nostra storia e dalla volontà di riappropriarci di un patrimonio secolare di cui la Monarchia di Casa Savoia è un valido esempio.

Postato da: norbertovigano alle 11:12 | link | commenti |

SALME REALI. IL PANTHEON ATTENDE.

Ancora oggi a parecchi anni di distanza dalla Loro morte la salme di Re Vittorio Emanuele III (1947), Re Umberto II (1983), della Regina Elena (1952) e della Regina Maria Josè (2001) non hanno ancora trovano degna e definitiva sepoltura al Pantheon in Roma, accanto ai Loro Genitori protagonisti del nostro Risorgimento Nazionale.

Chi desidera creare una "Memoria Condivisa" cominci ad adoperarsi affinchè, almeno dopo la morte, la persecuzione verso i nostri Sovrani ancora in terra straniera cessi al più presto.

La coscienza ci suggerisce il rispetto almeno per i morti; la testa ci invita a rispettare la nostra storia, nel bene enel male. 

  

Postato da: norbertovigano alle 11:36 | link | commenti (3) |